Note tecniche e difficoltà
Il percorso proposto si sviluppa su versante e creste a quote di medio-alta montagna. Il dislivello è molto elevato.
Il percorso presenta principalmente come sentiero, via ferrata e tratte in strada sterrata su pendii erbosi, tratti detritici e roccia. Il sentiero Tivan è un sentiero di costa a tratti attrezzati e verrà percorso in entrambi i sensi. La via ferrata Alleghesi è una lunga via ferrata (circa 4 ore) con passaggi generalmente medio-facili che variano tra paretine con scale a pioli, cenge attrezzate e placche inclinate. Per la lunghezza è consigliabile intraprenderla di buona mattinata e percorrerla assolutamente con tempo stabile (chiede indicazioni sempre al rifugio prima di iniziare). La discesa alla via normale è attrezzata su roccia e detriti e non deve essere sottovalutata perche in alcuni punti (Passo del Tenente) è una vera e propria ferrata da percorrere in disarrampicata. In generale l'escursione di salita al Monte Civetta è lunga e molto complessa, per cui si consiglia di spezzarla in due giorni pernottando in uno dei due rifugi Coldai e Torrani, altrimenti in giornata è bene partire prima dell'alba ed evitare eccessive pause. L'escursione richiede un buon allenamento e capacità di resistenza per la lunghezza e il dislivello elevato.
Il grado di difficoltà escursionistica è EEA (Escursionistico per Esperti con Attrezzatura), mentre il grado di difficoltà alpinistica è PD (Poco Difficile).
Introduzione geografica e cenni geologici
Il Monte Civetta è la vetta più elevata dell'omonimo massiccio e di tutta la sottosezione delle Dolomiti di Zoldo. Domina con la sua mole calcareo-dolomitica sia il versante agordino che il versante zoldano. Caratteristica è la sua parete NO, che con una lunghezza di 4 km e l'altezza di quasi 1000 m Dino Buzzati l'ha definita la "muraglia di roccia più bella delle Alpi".
Dal punto di vista geologico il Monte Civetta è costituito da Dolomia Principale e Calcari Grigi, rocce formate in contesti di piattaforma carbonatica.
Accesso
Si sale la provinciale 251 della Val Zoldana fino a località Palafavera, dove si parcheggia dell'ampio spiazzo.
Percorso
Dal parcheggio di Palafavera (1515 m) saliamo fino al Rif. Coldai (2132 m). Partiamo prima dell'alba in previsione del lunghissimo giro che dobbiamo effettuare, approfittando per ammirare l'effetto dell'Enrosadira che illumina le rocce del Monte Civetta di colore arancione. La prima parte del percorso è facile/escursionistica e può essere vista in dettaglio consultando qui.
Dopo una breve sosta al Rif. Coldai, prendiamo la direzione verso Torre Coldai (2600 m), seguendo le indicazioni della Ferrata degli Alleghesi. Iniziamo quindi a percorrere il Sentiero Tivan, che parte in leggera discesa scendendo un piccolo vallone per poi risalire in un primo tratto un po' detritico fino ad una forcella panoramica (2181 m) a lato dei Torrioni delle Ziolere. Proseguiamo quindi in leggera salita al limite tra le rocce e il fondo erboso sempre con panorami intensi sulla Val Zoldana. A quota 2220 m troviamo i primi tratti attrezzati del Sentiero Tivan, dove saliamo una rampa rocciosa seguita da una tratto di cengia. Arriviamo quindi alla forcella tra il massiccio e il picco roccioso del Crodolon (2327 m). Entriamo quindi in un vallone detritico sotto le pareti della Torre di Alleghe (2649 m) e della Torre di Valgrande (2715 m), quest'ultima peculiare per la sua parete verticale a forma di trapezio. Al termine del vallone un altro tratto attrezzato aiuta a superare una cengia esposta che ci conduce alla Porta del Masaré, con a sinistra il picco roccioso isolato dello Schenal del Bech (2420 m). Davanti a noi ammiriamo la parete su cui si sviluppa la Ferrata degli Alleghesi che da lì a poco percorreremo. Prendiamo il sentiero di avvicinamento, che supera alcune bancate rocciose con passaggi di I grado fino al punto di attacco della ferrata (2340 m).
Iniziamo a salire la parete su placca, a cui segue un traverso esposto su pioli fino ad una scala verticale. Entriamo successivamente all'interno di un canalino dove i vari pioli e staffe aiutano nella progressione, un altro canalino superiore ci fa guadagnare una cengia che percorreremo per qualche metro a sinistra. Ore proseguiamo su placca guadagnando facilmente quota tenendoci alle spalle un panorama che via via si amplia sulle Dolomiti di Zoldo, le Dolomiti Cadorine e d'Oltrepiave. Dopo una breve sosta a quota 2580 m, proseguiamo su facili balzi rocciosi e cenge fino ad arrivare ad un camino che è il passaggio chiave della ferrata. Superato questo ci troviamo vicini alla cresta su un punto panoramico a quota 2760 m. Ora saliamo verso Punta Civetta (2920 m) sempre tra cengette a balzi rocciosi fino ad aggirarne la cima. Superiamo un tratto di cresta e una cengia non attrezzata dove si apre un primo panorama sull'Agordino, con in basso Alleghe con l'omonimo lago. Avvicinandoci ai 3000 m bisogna superare con attenzione dei tratti ghiacciati a causa delle precipitazioni del giorno precedente, in alcuni serve un passo sicure e deciso senza indugiare. In questo punto è inoltre possibile abbandonare la ferrata per arrivare direttamente al rifugio Torrani. Continuiamo la ferrata oltre Punta Tissi (3061 m) con ulteriori balzi rocciosi e un tratto di collegamento su detrito. Affrontiamo le ultime pareti, mentre a destra ogni tanto possiamo ammorare la parete dolomitica che precipita in Val Civetta per circa 1000 m. Arriviamo quindi alla cresta finale che ci conduce alla croce di vetta a 3220 m. Data la giornata spettacolare, abbiamo un panorama a 360 gradi dovuto anche all'isolamento e all'altezza di questa montagna.
- Nord: le Dolomiti di Braies, di Sesto e di Ampezzo, si riconoscono le Tofane (3244 m), il Cristallo (3221 m) e il Sorapiss (3205 m). Sullo sfondo le Alpi dei Tauri.
- Sud-est: in parte annuvolate le Dolomiti meridionali di Zoldo col Gruppo del Bosconero (2468 m), mentre in lontananza le Dolomiti d'Oltrepiave e i Monti d'Alpago.
- Sud: il massiccio del Civetta continua con il gruppo della Moiazza (2878 m). Oltre abbiamo le Dolomiti Meridionali di Zoldo col gruppo della Schiara (2565 m). Sulla parte il gruppo dei Monti del Sole e il Cimonega. Sullo sfondo le Prealpi Trevigiane con oltre la pianura.
- Sud-ovest: il gruppo delle Pale di San Martino e il gruppo di Cima Bocche (2745 m). Sullo sfondo le Alpi Retiche Meridionali, dove si riconoscono le Dolomiti di Brenta, le Alpi dell'Adamello e della Presanella e le Alpi dello Stelvio.
- Nord-ovest: in primo piano il gruppo della Marmolada, con la cima di Punta Penia (3343 m), la vetta più elevata delle Dolomiti. Oltre i gruppi del Sassolungo (3181 m), del Sella e delle Odle-Puez. Sullo sfondo le Alpi Retiche. In basso invece il Lago di Alleghe.
Scendiamo quindi per la via normale verso il rifugio Torrani. Scendiamo inizialmente per
rocce e detriti dove disarrampicare con attenzione alcuni punti. Alcuni
brevi tratti sono stati anche attrezzati con spezzoni di corda. Dopo un
ghiaione da affrontare di corsa, una placca attrezzata conduce direttamente al
Rif. Torrani (2984 m). A questo punto scendiamo per la
via normale che inizia con una prima parte
detritica che entra all'interno di un vallone roccioso. La via normale è caratterizzata da una ventina di spezzoni di cavo da disarrampicare. Il
primo di questi è facile è il cavo può essere usato come un
corrimano, i seguenti richiadono attenzioni in quanto si scende per
gradoni rocciosi spesso sporchi di detrito. A circa metà della via scendiamo per una
parete appoggiata e arriviamo al punto chiave della discesa, ovvero il
Passo del Tenente, dove scendiamo per una placca esposta sotto un tetto roccioso. I tratti attrezzati termina a quota 2440 m dove la via prosegue su
ghiaione.
A quota 2366 m prendiamo la traccia a sinistra che scende sempre su ghiaione per intercettare il nuovamente il Sentiero Tivan in basso. Facendo attenzione a non perdere la traccia, scendiamo fin sotto la parete a quota 2217 m, che aggiriamo per poi risalire ora in costante ombra, mentre la parete del Pelmo a destra è illuminata. Risaliamo fino alla base dello Schenal del Bech e riprendiamo il percorso di andata a ritroso, facendo attezione ai tratti attrezzati del Sentiero Tivan da percorrere in discesa data la stanchezza. Arriviamo al Rif. Coldai e rientriamo nuovamente a Palafavera col sole ormai tramontato e la luna piena già sorta dietro al Gruppo del Bosconero.
Considerazioni finali
La salita alla cima del Monte Civettà è una delle ascese più appaganti delle Dolomiti. Si tratta un Tremila eccezzionale sia per l'ambiente che per il panorama. La Ferrata degli Alleghesi è molto lunga, ma è la ferrata più panoramica delle Dolomiti, favorito soprattutto dai passaggi mai troppo difficili. Vista la lunghezza dell'itinerario è consigliabile spezzarlo in due giorni se non si è troppo allenati, pernottando al comodo Rif. Coldai per salire la ferrata di mattina, oppure al peculiare e selvaggio Rif. Torrani ad alta quota.
Ulteriori informazioni sulla ferrata si possono avere consultando il sito ALLEGHESI.
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