Appennino Umbro-Marchigiano

 Appennino Umbro-Marchigiano

 Stato / Regione

  • Italia
  • Marche / Umbria / Lazio

 Catena principale 

 Appennini

 Estensione

 13400 km2

 Vetta più elevata

 Monte Vettore, 2476 m

 Rocce più comuni

  • Rocce sedimentarie




Confini

  • Nord: l'Appennino Tosco-Romagnolo, separato dai corsi dei fiumi Metauro e Foglia
  • Est: il Mare Adriatico
  • Sud: l'Appennino Abruzzese, separato dal corso del fiume Tronto
  • Ovest: il Preappennino Umbro, separato dalla Val Tiberina e in generale il corso del Tevere

Caratteristiche morfologiche e geologiche

L’Appennino Umbro-Marchigiano occupa la porzione settentrionale dell’Appennino Centrale e si estende soprattutto a cavallo tra le regioni dell’Umbria e delle Marche. Il territorio è caratterizzato da una serie di dorsali montuose calcaree, alternate ad avvallamenti con rilievi prevalentemente collinari o pianeggianti. Tra questi, uno dei più importanti è la Piana Umbra. Nei punti in cui i fiumi incidono i rilievi si formano gole e canyon, tra cui una delle più note è la Gola del Furlo. La porzione orientale dell’Appennino Umbro-Marchigiano è invece caratterizzata da colline che digradano verso il mare, in modo simile a quanto avviene nell’Appennino Abruzzese. Un caso particolare è rappresentato dal Monte Conero, un promontorio montuoso che si affaccia direttamente sul mare, situato a sud di Ancona. Nella parte meridionale si trovano i Monti Sibillini, caratterizzati da morfologie più simili a quelle dell’Appennino Abruzzese, con numerose cime che superano i 2000 metri di altitudine e pendii molto più ripidi.

Dal punto di vista geologico, la zona è caratterizzata principalmente da rocce appartenenti al Dominio Umbro-Marchigiano. Si tratta di una lunga successione stratigrafica, che va dal Giurassico fino al Miocene, costituita da rocce depositate all’interno di un bacino marino, che successivamente è stato deformato e trasformato dando origine al territorio che conosciamo oggi. I calcari sono le rocce predominanti. Inizialmente si sono depositati in un ambiente di piattaforma, come nel caso del Calcare Massiccio, e successivamente in un ambiente bacinale. Questi calcari costituiscono oggi l’ossatura delle principali vette e favoriscono la formazione di ambienti carsici, come dimostrano le Grotte di Frasassi. La successione stratigrafica si conclude nel Miocene con rocce marnose e sequenze torbiditiche, tra cui la Formazione Marnoso-Arenacea. Queste rocce si sono depositate durante la formazione della catena appenninica, quando il bacino umbro-marchigiano si è trasformato in un bacino di avanfossa. Oggi la Formazione Marnoso-Arenacea affiora soprattutto nelle colline antistanti il Mar Adriatico.

Dal punto di vista geologico-strutturale, l’orientamento NO-SE dei massicci montuosi indica la presenza dei diversi fronti di impilamento delle successioni rocciose, che si stanno spostando in direzione NE. I vari avvallamenti che si formano alle spalle dei massicci, come la Piana di Gubbio, la Piana di Norcia, i Piani di Castelluccio e la Piana Umbra, sono legati allo stiramento della crosta terrestre, che ha dato origine a un sistema di horst e graben. La tettonica è tuttora fortemente attiva in quest’area, come testimoniano i numerosi terremoti che si verificano nella regione. Tra questi, uno dei più importanti è stato il terremoto del 2016, che ha interessato una vasta area dell’Italia centrale. A seguito degli eventi sismici del 2016 è diventata particolarmente evidente una linea sul versante occidentale del Monte Vettore, che rappresenta la traccia superficiale della faglia riattivatasi durante il terremoto.

Suddivisione interna

L'Appennino Umbro-Marchigiano può essere diviso in 7 sottogruppi considerando i principali massicci:

  • Monte Conero (572 m), un promotorio montuoso situato sulla costa adriatica a sud di Ancona.
  • Catena Nord-Occidentale: Situata subito a ovest della Val Tiberina e della Piana Umbra, con rilievi generalmente dolci e spesso dall'aspetto collinare. La vetta più elevata è il Monte Serano (1429 m). Uno dei rilievi degni di nota è il Monte Subasio (1290 m), sul cui versante NO sorge Assisi.
  • Monti Martani: sono i più occidentali e situati tra il corso del Tevere e la Piana Umbra. Hanno morfologie dolci, mentre il settore settentrionale è prevalentemente collinare. La vetta più alta è il Monte Torre Maggiore (1121 m).
  • Catena Cucco-Catria-Nerone: è una lunga fascia di massicci calcarei situati nel settore centrale della catena interrotti da profonde valli. La vetta più alta è il Monte Catria (1701 m).
  • Catena Orientale: è la fascia montuosa più orientale, dove si trovano le gole del Furlo e le Grotte di Frasassi. La vetta più alta è il Monte San Vicino (1483 m)
  • Monti Sibillini: sono le vette più elevate e morfologicamente aspre della zona, situate nel settore meridionale. La vetta più elevata è il Monte Vettore (2476 m)
  • Settore collinare orientale: comprende la zona tra le catene calcaree e il mare, caratterizzate da rilievi collinari interrotti dalle valli fluviali. Le colline crescono di quota avvicinandosi ai settori montuosi. La cima più elevata è il Monte Cerasa (1494 m), situato proprio di fronte al Monte Vettore.


Escursioni Catena Cucco-Catria-Nerone

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