2025-09-05 Monte Civetta

 MONTE CIVETTA

Salita al Monte Civetta per la Ferrata degli Alleghesi e rientro per la Via Normale (Dolomiti di Zoldo, Belluno)

Dati tecnici

Data

5 settembre 2025

Punto di Partenza

Paalafavera (1515 m)

Lunghezza

20 km

Tempo

13.00

Dislivello complessivo

1850 m (compresi saliscendi)

Quota massima

3220 m (Monte Civetta)

Punti d’appoggio

  • Rifugio Palafavera (1515 m)
  • Rifugio Coldai (2132 m)
  • Rifugio Torrani (2984 m)

Sentieri

CAI 564 - 556 - 557 (Sentiero Tivan) - AV1

Difficoltà

EEA - II+ - PD

Segnaletica

Buona

Percorso in sintesi

  • Palafavera (1515 m)
  • Malga Pioda (1816 m)
  • Rif. Coldai (2132 m)
  • Sentiero Tivan
  • Ferrata Degli Alleghesi
  • Monte Civetta (3220 m)
  • Rif. Torrani (2984 m)
  • Via Normale al Monte Civetta
  • Sentiero Tivan
  • Rif. Coldai
  • Malga Pioda
  • Palafavera


Note tecniche e difficoltà

Il percorso proposto si sviluppa su versante e creste a quote di medio-alta montagna. Il dislivello è molto elevato. 

Il percorso presenta principalmente come sentiero, via ferrata e tratte in strada sterrata su pendii erbosi, tratti detritici e roccia. Il sentiero Tivan è un sentiero di costa a tratti attrezzati e verrà percorso in entrambi i sensi. La via ferrata Alleghesi è una lunga via ferrata (circa 4 ore) con passaggi generalmente medio-facili che variano tra paretine con scale a pioli, cenge attrezzate e placche inclinate. Per la lunghezza è consigliabile intraprenderla di buona mattinata e percorrerla assolutamente con tempo stabile (chiede indicazioni sempre al rifugio prima di iniziare). La discesa alla via normale è attrezzata su roccia e detriti e non deve essere sottovalutata perche in alcuni punti (Passo del Tenente) è una vera e propria ferrata da percorrere in disarrampicata. In generale l'escursione di salita al Monte Civetta è lunga e molto complessa, per cui si consiglia di spezzarla in due giorni pernottando in uno dei due rifugi Coldai e Torrani, altrimenti in giornata è bene partire prima dell'alba ed evitare eccessive pause. L'escursione richiede un buon allenamento e capacità di resistenza per la lunghezza e il dislivello elevato.

Il grado di difficoltà escursionistica è EEA (Escursionistico per Esperti con Attrezzatura), mentre il grado di difficoltà alpinistica è PD (Poco Difficile).

Introduzione geografica e cenni geologici

Il Monte Civetta è la vetta più elevata dell'omonimo massiccio e di tutta la sottosezione delle Dolomiti di Zoldo. Domina con la sua mole calcareo-dolomitica sia il versante agordino che il versante zoldano. Caratteristica è la sua parete NO, che con una lunghezza di 4 km e l'altezza di quasi 1000 m Dino Buzzati l'ha definita la "muraglia di roccia più bella delle Alpi".

Dal punto di vista geologico il Monte Civetta è costituito da Dolomia Principale e Calcari Grigi, rocce formate in contesti di piattaforma carbonatica.

Accesso

Si sale la provinciale 251 della Val Zoldana fino a località Palafavera, dove si parcheggia dell'ampio spiazzo.

Percorso

Dal parcheggio di Palafavera (1515 m) saliamo fino al Rif. Coldai (2132 m). Partiamo prima dell'alba in previsione del lunghissimo giro che dobbiamo effettuare, approfittando per ammirare l'effetto dell'Enrosadira che illumina le rocce del Monte Civetta di colore arancione. La prima parte del percorso è facile/escursionistica e può essere vista in dettaglio consultando qui.

Dopo una breve sosta al Rif. Coldai, prendiamo la direzione verso Torre Coldai (2600 m), seguendo le indicazioni della Ferrata degli Alleghesi. Iniziamo quindi a percorrere il Sentiero Tivan, che parte in leggera discesa scendendo un piccolo vallone per poi risalire in un primo tratto un po' detritico fino ad una forcella panoramica (2181 m) a lato dei Torrioni delle Ziolere. Proseguiamo quindi in leggera salita al limite tra le rocce e il fondo erboso sempre con panorami intensi sulla Val Zoldana. A quota 2220 m troviamo i primi tratti attrezzati del Sentiero Tivan, dove saliamo una rampa rocciosa seguita da una tratto di cengia. Arriviamo quindi alla forcella tra il massiccio e il picco roccioso del Crodolon (2327 m). Entriamo quindi in un vallone detritico sotto le pareti della Torre di Alleghe (2649 m) e della Torre di Valgrande (2715 m), quest'ultima peculiare per la sua parete verticale a forma di trapezio. Al termine del vallone un altro tratto attrezzato aiuta a superare una cengia esposta che ci conduce alla Porta del Masaré, con a sinistra il picco roccioso isolato dello Schenal del Bech (2420 m). Davanti a noi ammiriamo la parete su cui si sviluppa la Ferrata degli Alleghesi che da lì a poco percorreremo. Prendiamo il sentiero di avvicinamento, che supera alcune bancate rocciose con passaggi di I grado fino al punto di attacco della ferrata (2340 m).

Iniziamo a salire la parete su placca, a cui segue un traverso esposto su pioli fino ad una scala verticale. Entriamo successivamente all'interno di un canalino dove i vari pioli e staffe aiutano nella progressione, un altro canalino superiore ci fa guadagnare una cengia che percorreremo per qualche metro a sinistra. Ore proseguiamo su placca guadagnando facilmente quota tenendoci alle spalle un panorama che via via si amplia sulle Dolomiti di Zoldo, le Dolomiti Cadorine e d'Oltrepiave. Dopo una breve sosta a quota 2580 m, proseguiamo su facili balzi rocciosi e cenge fino ad arrivare ad un camino che è il passaggio chiave della ferrata. Superato questo ci troviamo vicini alla cresta su un punto panoramico a quota 2760 m. Ora saliamo verso Punta Civetta (2920 m) sempre tra cengette a balzi rocciosi fino ad aggirarne la cima. Superiamo un tratto di cresta e una cengia non attrezzata dove si apre un primo panorama sull'Agordino, con in basso Alleghe con l'omonimo lago. Avvicinandoci ai 3000 m bisogna superare con attenzione dei tratti ghiacciati a causa delle precipitazioni del giorno precedente, in alcuni serve un passo sicure e deciso senza indugiare. In questo punto è inoltre possibile abbandonare la ferrata per arrivare direttamente al rifugio Torrani. Continuiamo la ferrata oltre Punta Tissi (3061 m) con ulteriori balzi rocciosi e un tratto di collegamento su detrito. Affrontiamo le ultime pareti, mentre a destra ogni tanto possiamo ammorare la parete dolomitica che precipita in Val Civetta per circa 1000 m. Arriviamo quindi alla cresta finale che ci conduce alla croce di vetta a 3220 m. Data la giornata spettacolare, abbiamo un panorama a 360 gradi dovuto anche all'isolamento e all'altezza di questa montagna.

  • Nord: le Dolomiti di Braies, di Sesto e di Ampezzo, si riconoscono le Tofane (3244 m), il Cristallo (3221 m) e il Sorapiss (3205 m). Sullo sfondo le Alpi dei Tauri.
  • Sud-est: in parte annuvolate le Dolomiti meridionali di Zoldo col Gruppo del Bosconero (2468 m), mentre in lontananza le Dolomiti d'Oltrepiave e i Monti d'Alpago.
  • Sud: il massiccio del Civetta continua con il gruppo della Moiazza (2878 m). Oltre abbiamo le Dolomiti Meridionali di Zoldo col gruppo della Schiara (2565 m). Sulla parte il gruppo dei Monti del Sole e il Cimonega. Sullo sfondo le Prealpi Trevigiane con oltre la pianura.
  • Sud-ovest: il gruppo delle Pale di San Martino e il gruppo di Cima Bocche (2745 m). Sullo sfondo le Alpi Retiche Meridionali, dove si riconoscono le Dolomiti di Brenta, le Alpi dell'Adamello e della Presanella e le Alpi dello Stelvio.
  • Nord-ovest: in primo piano il gruppo della Marmolada, con la cima di Punta Penia (3343 m), la vetta più elevata delle Dolomiti. Oltre i gruppi del Sassolungo (3181 m), del Sella e delle Odle-Puez. Sullo sfondo le Alpi Retiche. In basso invece il Lago di Alleghe.
Scendiamo quindi per la via normale verso il rifugio Torrani. Scendiamo inizialmente per rocce e detriti dove disarrampicare con attenzione alcuni punti. Alcuni brevi tratti sono stati anche attrezzati con spezzoni di corda. Dopo un ghiaione da affrontare di corsa, una placca attrezzata conduce direttamente al Rif. Torrani (2984 m). A questo punto scendiamo per la via normale che inizia con una prima parte detritica che entra all'interno di un vallone roccioso. La via normale è caratterizzata da una ventina di spezzoni di cavo da disarrampicare. Il primo di questi è facile è il cavo può essere usato come un corrimano, i seguenti richiadono attenzioni in quanto si scende per gradoni rocciosi spesso sporchi di detrito. A circa metà della via scendiamo per una parete appoggiata e arriviamo al punto chiave della discesa, ovvero il Passo del Tenente, dove scendiamo per una placca esposta sotto un tetto roccioso. I tratti attrezzati termina a quota 2440 m dove la via prosegue su ghiaione.

A quota 2366 m prendiamo la traccia a sinistra che scende sempre su ghiaione per intercettare il nuovamente il Sentiero Tivan in basso. Facendo attenzione a non perdere la traccia, scendiamo fin sotto la parete a quota 2217 m, che aggiriamo per poi risalire ora in costante ombra, mentre la parete del Pelmo a destra è illuminata. Risaliamo fino alla base dello Schenal del Bech e riprendiamo il percorso di andata a ritroso, facendo attezione ai tratti attrezzati del Sentiero Tivan da percorrere in discesa data la stanchezza. Arriviamo al Rif. Coldai e rientriamo nuovamente a Palafavera col sole ormai tramontato e la luna piena già sorta dietro al Gruppo del Bosconero.

Considerazioni finali 

La salita alla cima del Monte Civettà è una delle ascese più appaganti delle Dolomiti. Si tratta un Tremila eccezzionale sia per l'ambiente che per il panorama. La Ferrata degli Alleghesi è molto lunga, ma è la ferrata più panoramica delle Dolomiti, favorito soprattutto dai passaggi mai troppo difficili. Vista la lunghezza dell'itinerario è consigliabile spezzarlo in due giorni se non si è troppo allenati, pernottando al comodo Rif. Coldai per salire la ferrata di mattina, oppure al peculiare e selvaggio Rif. Torrani ad alta quota.

Ulteriori informazioni sulla ferrata si possono avere consultando il sito ALLEGHESI.

Galleria immagini

Monte Civetta prima dell'alba dal parcheggio di Palafavera, 1515 m

Saliamo l'ampia sterrata mentre l'alba colora di rosso le rocce calcareo-dolomitiche del Civetta

L'enrosadira in pieno splendore sul Civetta da quota 1600 m

Enrosadira

Vista spettacolare sul massiccio del monte Civetta dalla sterrata a quota 1725 m

Salendo a Rif. Coldai la vista sulle Dolomiti Ampezzane, da sinistra Monte Cernera (2664 m), Lastroni di Formin (2657 m), Cima Ambrizzola (2710 m), Becco di Mezzod' (2603 m) e Rocchetta di Prendera (2494 m)

La Val Zoldana dal Rif. Coldai (2132 m)

La Torre di Coldai (2600 m), con il tracciato della prima parte del Sentiero Tivan

Indicazioni da seguire

Dal Sentiero Tivan la vista verso le Dolomiti Meridionali di Zoldo

Sentiero Tivan tra zolle erbose e roccette

Sentiero Tivan, spuntano alle spalle il Sorapiss (3205 m) e il Monte Cristallo (3221 m)

I primi tratti attrezzati del Sentiero Tivan a quota 2250 m

Vista sul Monte Civetta e la parete dove si sviluppa la lunga Ferrata degli Alleghesi

Tratto attrezzato sul Sentiero Tivan

Dal Sentiero Tivan sotto le pareti del Massiccio del Civetta, tra cui la parete verticale della Torre di Valgrande (2715 m)

Parete della Ferrata degli Alleghesi

Tratti di I grado su facili roccette prima dell'attacco alla ferrata

Attacco della ferrata a quota 2340 m

Vista sulla Val Zoldana

Lungo canalone con passaggi di II/II+ lungo la ferrata

Salita della parete su placca

Alle spalle si amplia il panorama, protagonista soprattutto il Monte Pelmo (3168 m)

Val Zoldana, con sullo sfondo le Dolomiti di Zoldo, le Dolomiti d'Oltrepiave e a destra i Monti d'Alpago

Da un pianoro a quota 2580 m, di fronte la Torre di Valgrande

Continuiamo la ferrata sempre tra cengette e salti rocciosi di I+/II grado

In cengia dove poter riposare e riprendere fiato

Un nuovo camino, forse il passaggio chiave della ferrata dove in caso di comitica coviene aspettare per evitare la caduta di sassi

A circa quota 2760 m superiamo le vette circostanti del massiccio, sullo sfondo le Dolomiti di Ampezzo

Vista verso l'Alta Val Zoldana, con il Monte Pelmo in primo piano

Vista verso sud

Passaggi su roccia di I+/II grado che ci fanno guadagnare la cresta

Superata la cresta si apre la vista sull'alto Agordino, ci troviamo sotto Punta Civetta (2920 m)

Saliamo verso Punta Civetta sempre su placca

Un tratto di cengia non attrezzata dove fare molta attenzione, soprattutto a non perdere la traccia

Guadagnata la cresta dopo Punta Civetta possiamo ammirare Alleghe in basso con l'omonimo lago

Cresta attrezzata, una volta superata Punta Civetta. Siamo a quota 2900 m

Avvicinandoci a quota 3000 m bisogna fare attenzione alla neve e ghiaccio venuti giù a seguito del maltempo del giorno precedente

A quota 3000 m è possibile trovare una via di fuga che permette di raggiungere il Rifugio Torrani abbandonando la ferrata

Saliamo gli ultimi tratti di roccia in ferrata per raggiungere la cima

Verso est, ormai abbiamo quasi livellato la cima delle vicine vette dolomitiche

Nei tratti in ombra bisogna fare attenzione ai tratti ghiacciati che possono rivelarsi insidiosi

Affacciandosi alla parete NO, che precipita per quasi 1000 m

Ultime roccette (I/I+) e siamo quasi in vetta

Arrivati alla croce di vetta

Vista verso il Van delle Sasse, con in primo piano il gruppo della Moiazza. Sullo sfondo le Prealpi Trevigiane e la pianura veneta

A ovest le Pale di San Martino

A NO le Dolomiti di Gardena e Fassa, tra cui spicca la Marmolada (3343 m), il Sassolungo (3181 m), il Gruppo Sella e il Gruppo delle Odle-Puez

In basso il Lago di Alleghe

A nord il gruppo delle Dolomiti di Fanes-Sennes, le Tofane, il Monte Cristallo e il Sorapiss

Nuvole incombenti invece coprono in parte le Dolomiti d'Oltrepiave

Croce di vetta del Monte Civetta, 3220 m

Scendiamo per la Via Normale verso il Rif. Torrani per rocce e detriti

Alcuni tratti di cavo aiutano nei passaggi più ostici

I passaggi sono tutti tra il grado I/I+

Dopo le rocce, un lungo tratto detritico dove scendere in corsa

Il Rif. Torrani, 2984 m

Rif. Torrani

Prendiamo la Via Normale per la discesa

La Via Normale inizia con facili rocce e detriti

Il primo facile e brevissimo tratto attrezzato da scendere

I primi tratti sono abbastanza facili da scendere

Da discesa alterna brevi pareti, placche e tratte detritiche

Placche detritiche e tratti attrezzati

In discesa attrezzata

In discesa attrezzata

Tratto del Passo del Tenente

Il Passo del Tenente

Al termine della parte attrezzata della Via Normale a 2400 m

Riprendiamo il Sentiero Tivano in un tratto che siamo costretti a fare in salita

Siamo in costante ombra a causa dell'ora avanzata, il Pelmo è illuminato dal Sole pomeridiano

Arrivo al Rif. Coldai alle 18.30

L'enrosadira al tramondo ora illumina le pareti del Monte Pelmo

Alle 20.00 la luna piena sorge sopra il Gruppo del Bosconero


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